Il mondo nascosto degli animali

Gatti, cani, cavalli, pettirossi, ma addirittura tigri, elefanti, ornitorinchi e opossum: il mondo degli animali è molto più vasto di quanto siamo abituati a pensare anche spingendo al massimo la memoria – e la fantasia.

Il libro fotografico Animal Earth, in uscita il 13 novembre per Thames & Hudson, ci accompagna in un viaggio su e giù per il nostro pianeta mostrandoci l’aspetto delle più bizzarre creature che lo abitano. Un racconto per immagini che si compone di splendide fotografie a colori, scansioni al microscopio elettronico e disegni a mano libera; gran parte del materiale proviene direttamente dagli archivi di specialisti e ricercatori di tutto il mondo.

Ecco a voi gli animali come probabilmente non li avete mai visti!

anellideEsemplare di anellide; emerge in maniera particolarmente chiara la metamerìa – la struttura a segmenti separati caratteristica di questo phylum. ©Alexander Semenov

riccio di mareRiccio di mare, Coelopleurus floridanus. Le spine, mobili, offrono protezione dai predatori. E’ ignoto lo scopo dei pigmenti riccamente colorati, dal momento che questa specie vive in acque relativamente profonde. ©Arthur Anker.

moscaVespa con occhi composti (specie sconosciuta). Come altri insetti, questo esemplare ha anche degli occhi semplici, tre dei quali sono visibili in alto. ©Tomas Rak

molluscoEsemplare di Chromodoris annulata, mollusco diffuso nell’Oceano Indiano. I colori e i “disegni” sul corpo del mollusco indicano ai predatori la sua potenziale tossicità. ©Arthur Anker

bottone bluDetto comunemente bottone blu, questo splendido esemplare di Porpita porpita ha tentacoli non urticanti. Nelle colonie gli esemplari tendono a specializzarsi in compiti diversi (galleggiamento, procacciare cibo etc.). ©Arthur Anker

angelo di mareGli angeli di mare (Clione limacina) vivono in ambienti marini particolarmente freddi e sono una ghiotta prelibatezza per chi si nutre di plancton, come le balene. ©Alexander Semenov

medusaUna splendida medusa Bougainvillia superciliris. ©Alexander Semenov

 

Il senso del numero

Uno dei film che ho amato di più negli ultimi anni, purtroppo, non è mai uscito in Italia. Si tratta di Perfect Sense, e vede protagonisti Ewan McGregor ed Eva Green (bravissimi e bellissimi – è adatto ad ogni tipo di pubblico, in quel senso…). Guardatelo, magari cercandone un’edizione sottotitolata se non siete così sicuri del vostro inglese, perché ne vale davvero la pena; ma soprattutto non cercate il trailer, perché è orrendo e secondo me rovina un po’ l’effetto della trama (motivo per cui non l’ho postato).

E’ un film sui sensi: udito, olfatto, gusto, tatto, vista (non in quest’ordine, ma non importa). Sui cinque sensi, così come ci hanno abituato a pensare fin dalle scuole elementari: quelle sorta di antenne in grado di captare le informazioni che provengono dal mondo esterno – e interno – e di trasformarle in segnali che il sistema nervoso si occuperà poi di elaborare e di “tradurre” nei modi che noi tutti conosciamo per esperienza diretta (cfr. ad esempio: locale piccolo con DJ molto appassionato di musica elettronica ad alto volume; torta di mele/pere/papaya appena sfornata il secondo giorno di dieta pre-costume; gesso spezzato male contro la lavagna….).

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Scienza per immagini

C’è ancora tempo per visitare la terza edizione della mostra International Images for Science dell’inglese Royal Photographic Society – unico problema per i lettori italiani: fino a fine settembre è a Newcastle, in Gran Bretagna, ma nei prossimi mesi dovrebbe girare per alcune città italiane. Questa mostra di 100 fotografie mostra una varietà incredibile di fotografie scientifiche: immagini che esplorano universi che possiamo soltanto immaginare, troppo grandi o troppo piccoli per poter essere abbracciati con il nostro sguardo, e immagini che al contrario sono usate quotidianamente come strumenti in medicina o in ingegneria. Un modo originale e divertente per avvicinare grandi e piccini alla scienza contemporanea e per approfondire le più moderne tecniche fotografiche e di elaborazione delle immagini.

Ecco alcune delle foto più belle: scheletro di camaleonte Embrione di camaleonte trattato con un colore di contrasto (rosso per lo scheletro, blu per la cartilagine). ©Dorit Hockman

medusa blaschka Medusa Blaschka. ©Dan Sykes

caffè tostato Grano di caffè durante il processo di tostatura. ©Nicole Ottawa

girasole Macrografia di un girasole. ©Bernardo Cesare

Per finire, la foto sopra il titolo ritrae una lagena, una creatura marina ricoperta da un guscio rigido che, quando diventa fossile, produce gesso e calcare. ©Spike Walker

Il cervello non ha pregiudizi

Il primo passo verso una buona diffusione della cultura scientifica consiste nello sfatare alcuni stereotipi e pregiudizi presenti non soltanto in Italia ma che nel nostro Paese, come è noto, si accompagnano a una storica preferenza verso le materie umanistiche. Il nucleo di idee preconcette che ha maggior peso e influenza nelle scelte dei giovani, sicuramente, è quello collegato ad alcune – presunte, come vedremo – differenze tra maschi e femmine.cervello maschile femminile

Senza volersi assolutamente addentrare in quelli che gli americani definiscono “studi di genere”, è tuttavia importante ricordare che alcune idee che dovrebbero ormai essere entrate a far parte del senso comune sono ancora frutto di fraintendimenti e interpretazioni scorrette – talvolta anche da parte della stessa, disattenta, comunità scientifica.

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