Fritz Kahn e gli albori delle infografiche

Ormai siamo circondati: le infografiche sono ovunque e sembra che qualsiasi soggetto, dalla cucina alla gravidanza alla politica estera delle isole del Pacifico, non possa esimersi dall’essere infograficato. Le infografiche sono, con una definizione abbastanza generale da poter essere considerata corretta, visualizzazioni ed espressioni grafiche che espongono dati e concetti quantitativi in una forma esteticamente gradevole, con il minor uso possibile di parole. Un maestro, in quest’ambito, è il giornalista e information designer David McCandless, che nel suo sito (e nell’omonimo libro) Information is beautiful propone quasi quotidianamente esempi di alto livello e approfondimenti per i tanti che hanno scoperto, in questo mondo, una nuova bruciante passione.

Ma non è sulle infografiche che vorrei divagare oggi, almeno non strettamente parlando. La casa editrice Taschen (e chi, se no?) ha recentemente pubblicato un volume su un pioniere della visualizzazione delle informazioni, il tedesco Fritz Kahn (1888-1968). Medico, educatore e divulgatore scientifico ante litteram, per sfuggire alle persecuzioni dei nazisti Kahn emigrò in Palestina e poi in Francia; approdò infine negli Stati Uniti, dove trascorse il resto della sua vita e della sua carriera di illustratore e divulgatore di complicate idee scientifiche.

Continua a leggere Fritz Kahn e gli albori delle infografiche

Non essere egoista, condividi!
Share on Facebook
Facebook
Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest

Vi presento Marte

Sembrano immagini astratte, fotografie di paesaggi immaginari e onirici, particolari di oggetti arcani. Niente di tutto questo: benvenuti sul pianeta rosso!

Le 150 foto raccolte nel volume This is Mars, da poco pubblicato, sono tutte immagini spedite dal satellite MRO (Mars Reconnaissance Orbiter). Arrivato in orbita intorno al nostro vicino nel 2006, il satellite e il suo telescopio HiRISE hanno proceduto a mappare la superficie marziana in una serie di fotografie che ritraggono le principali caratteristiche del pianeta, dal vulcano del Monte Olympus (il più grande del sistema solare, coi suoi 25 (!) km di altezza) alle dune della regione di Noachis Terra.

mars MRO

Ci sono due motivi per cui Marte ospita un vulcano così grande (e il Monte Olimpo non è l’unico a surclassare quelli terrestri). La prima è che Marte è un pianeta con un’unica placca: la sua litosfera è un guscio intatto (una placca unica), stazionario rispetto al mantello sottostante. Sulla Terra, le placche galleggiano, così che i vulcani alimentati dai pennacchi vengono spostati e privati del magma dopo pochi milioni di anni; su Marte, invece, un pennacchio fornisce magma allo stesso punto della litosfera finché il pennacchio resta in attività. Il Monte Olimpo potrebbe aver iniziato a formarsi più di un miliardo di anni fa; non abbiamo modo di saperlo, perché possiamo datare soltanto (contando i crateri) ciò che oggi è in superficie e non possiamo vedere le parti più vecchie, sepolte all’interno dell’edificio vulcanico. Sulla cima si sovrappongono molte caldere datate a 100-200 milioni di anni fa, ma i flussi lavici più recenti, sulle pendici, sembrano essere più giovani e avere soltanto due milioni di anni ed è probabile che un giorno o l’altro il Monte Olimpo erutti ancora. La seconda ragione per cui Marte ha così tanti vulcani, tutti così grandi, è perché può permetterselo: ha una litosfera fredda e forte, due volte più spessa di quella terrestre. Se trasportaste il Monte Olimpo sulla Terra – o su Venere – le loro litosfere, relativamente sottili, non reggerebbero il carico, si affloscerebbero e il vulcano perderebbe parte della propria altezza. mars MRO

Un’altra caratteristica tipica del pianeta rosso sono le sue tempeste di polvere, notate per la prima volta nel 1809 grazie a un telescopio. Al perielio, quando Marte riceve il 40% in più di energia solare rispetto a quando si trova all’afelio, venti più veloci di 20 metri al secondo possono sollevare in alto nel cielo così tanta polvere che la maggior parte della superficie è oscurata per diverse settimane; talvolta si vede ben poco oltre alla cima del Monte Olimpo. A causa delle nuvole che spesso si ammassano nelle vicinanze, la montagna spesso sembra bianca; da questo prese il nome precedente di Nyx Olympica (neve di Olimpo), che fu cambiato nel momento in cui le immagini raccolte dalla sonda Opportunity mostrarono ciò che stava succedendo in realtà.

This Is Mars
Photographs by NASA/MRO
Curato da Xavier Barral, con testi di Alfred S. McEwen, Francis Rocard e Nicolas Mangold
Aperture

Non essere egoista, condividi!
Share on Facebook
Facebook
Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest

Falena nera, falena bianca

Mi sono liberamente ispirata al titolo di un film (un po’ delirante) di Emir Kusturica per ricordare il centenario della morte di Alfred Russel Wallace, il grande naturalista che, parallelamente a Darwin, ha formulato per la prima volta una teoria dell’evoluzione.

Quasi sempre, l’evoluzione è un processo talmente lento da non poter essere osservato in modo diretto; in alcuni casi, tuttavia, è possibile osservare i cambiamenti evolutivi durante il loro svolgimento.

Questo può avvenire, in prima battuta, grazie a procedimenti di selezione artificiale. Chi legge per la prima volta L’origine delle specie, ad esempio, può sorprendersi di trovare, all’inizio del primo capitolo, una trattazione piuttosto dettagliata sugli incroci eseguiti tra diversi tipi di piccioni, di cui lo stesso Darwin era un appassionato allevatore.

Continua a leggere Falena nera, falena bianca

Non essere egoista, condividi!
Share on Facebook
Facebook
Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest

La bellezza della matematica

“La matematica, sotto la luce giusta, possiede non soltanto la verità, ma una bellezza suprema – una bellezza fredda e austera, priva delle trappole fascinose della pittura o della musica.”

Con questa citazione del filosofo Bertrand Russell prende l’avvio un video breve e intenso che cerca di convogliare l’idea che la matematica è ovunque, nelle azioni e nelle manifestazioni più disparate, e che dietro questa verità si cela una grande bellezza.

Credits: Beauty of Mathematics from Parachutes.tv.

Non essere egoista, condividi!
Share on Facebook
Facebook
Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest

Il mondo nascosto degli animali

Gatti, cani, cavalli, pettirossi, ma addirittura tigri, elefanti, ornitorinchi e opossum: il mondo degli animali è molto più vasto di quanto siamo abituati a pensare anche spingendo al massimo la memoria – e la fantasia.

Il libro fotografico Animal Earth, in uscita il 13 novembre per Thames & Hudson, ci accompagna in un viaggio su e giù per il nostro pianeta mostrandoci l’aspetto delle più bizzarre creature che lo abitano. Un racconto per immagini che si compone di splendide fotografie a colori, scansioni al microscopio elettronico e disegni a mano libera; gran parte del materiale proviene direttamente dagli archivi di specialisti e ricercatori di tutto il mondo.

Ecco a voi gli animali come probabilmente non li avete mai visti!

anellideEsemplare di anellide; emerge in maniera particolarmente chiara la metamerìa – la struttura a segmenti separati caratteristica di questo phylum. ©Alexander Semenov

riccio di mareRiccio di mare, Coelopleurus floridanus. Le spine, mobili, offrono protezione dai predatori. E’ ignoto lo scopo dei pigmenti riccamente colorati, dal momento che questa specie vive in acque relativamente profonde. ©Arthur Anker.

moscaVespa con occhi composti (specie sconosciuta). Come altri insetti, questo esemplare ha anche degli occhi semplici, tre dei quali sono visibili in alto. ©Tomas Rak

molluscoEsemplare di Chromodoris annulata, mollusco diffuso nell’Oceano Indiano. I colori e i “disegni” sul corpo del mollusco indicano ai predatori la sua potenziale tossicità. ©Arthur Anker

bottone bluDetto comunemente bottone blu, questo splendido esemplare di Porpita porpita ha tentacoli non urticanti. Nelle colonie gli esemplari tendono a specializzarsi in compiti diversi (galleggiamento, procacciare cibo etc.). ©Arthur Anker

angelo di mareGli angeli di mare (Clione limacina) vivono in ambienti marini particolarmente freddi e sono una ghiotta prelibatezza per chi si nutre di plancton, come le balene. ©Alexander Semenov

medusaUna splendida medusa Bougainvillia superciliris. ©Alexander Semenov

 

Non essere egoista, condividi!
Share on Facebook
Facebook
Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest

Scienza, Arte, Parole di carta