infografiche fritz kahn

Fritz Kahn e gli albori delle infografiche

Ormai siamo circondati: le infografiche sono ovunque e sembra che qualsiasi soggetto, dalla cucina alla gravidanza alla politica estera delle isole del Pacifico, non possa esimersi dall’essere infograficato. Le infografiche sono, con una definizione abbastanza generale da poter essere considerata corretta, visualizzazioni ed espressioni grafiche che espongono dati e concetti quantitativi in una forma esteticamente gradevole, con il minor uso possibile di parole. Un maestro, in quest’ambito, è il giornalista e information designer David McCandless, che nel suo sito (e nell’omonimo libro) Information is beautiful propone quasi quotidianamente esempi di alto livello e approfondimenti per i tanti che hanno scoperto, in questo mondo, una nuova bruciante passione.

Ma non è sulle infografiche che vorrei divagare oggi, almeno non strettamente parlando. La casa editrice Taschen (e chi, se no?) ha recentemente pubblicato un volume su un pioniere della visualizzazione delle informazioni, il tedesco Fritz Kahn (1888-1968). Medico, educatore e divulgatore scientifico ante litteram, per sfuggire alle persecuzioni dei nazisti Kahn emigrò in Palestina e poi in Francia; approdò infine negli Stati Uniti, dove trascorse il resto della sua vita e della sua carriera di illustratore e divulgatore di complicate idee scientifiche.

La monografia della Taschen è scritta in tre lingue (inglese, francese e tedesco – evidentemente almeno per il momento il mercato italiano sembra meno interessante) e contiene oltre 350 opere di Kahn. Ce n’è veramente per tutti i gusti, e anche se talvolte le informazioni presentate possono risultare datate, è straordinario osservare come, decenni prima dell’avvento del computer e della sistematizzazione delle informazioni, alcuni artisti/scienziati sentissero la necessità di organizzare i dati e presentarli in modo esteticamente piacevole e stimolante.

Incominciamo con la struttura interna dei polmoni: i 300 milioni di alveoli, una volta dipanati, occuperebbero un’area di 75 metri quadrati:

infografiche fritz kahn
Credits: 1931, © Axel Springer AG Berlin, Corporate archive

Passando al sangue, se i globuli rossi (25 migliaia di miliardi, in totale) venissero uniti uno all’altro per formare una catena, questa sarebbe abbastanza lunga per fare quattro volte il giro del mondo! E la superficie occupata da queste minuscole “palline” sarebbe di circa 4000 metri quadrati…

infografiche fritz kahn
Credits: 1943, © Fritz Kahn

L’immagine che segue è tra le mie preferite; senza tradurre dal tedesco tutto quello che compare, il concetto chiave indagato da Kahn è quello dell’olfatto – più precisamente, la “biologia dell’olfatto”: si tratta di una rappresentazione pittorica di ciò che succede nella testa di un uomo tra il momento in cui percepisce l’odore dell’arrosto [sic!] e quello in cui comincia a venirgli l’acquolina in bocca.

infografiche fritz kahn
Credits: 1926, © Kosmos Verlag

Come si sa, per mangiare l’arrosto i denti sono – se non necessari – sicuramente molto importanti; ecco perché nell’immagine successiva Kahn descrive con un’utile analogia il meccanismo della masticazione. Gli incisivi (a) tagliano il cibo, i canini (b) lo perforano, i premolari (c) lo sminuzzano e i molari (d) lo frantumano. La lingua converte poi in poltiglia il cibo frantumato dai denti, preparandolo per la digestione.

Teeth
Credits: 1939, © Fritz Kahn

La foto che segue non ha invece bisogno di grandi spiegazioni, e probabilmente non è neppure necessario vietarla ai minori di 14 anni!

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Credits: 1939, © Fritz Kahn

E per finire, ecco l’immagine scelta per la copertina del libro: L’uomo come palazzo industriale. E su questo c’è veramente poco altro da aggiungere.

industriepalast
Credits: 1926, © Kosmos Verlag

Per chi volesse approfondire, oltre al volume della Tashen consiglio una visita al sito dell’artista (in inglese e tedesco): www.fritz-kahn.com – in attesa di una vera e propria mostra, che pare sarà pronta nel 2017. Ne varrebbe assolutamente la pena.

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