Archivi tag: storia della scienza

Le misteriose origini della Luna

Rispetto ai satelliti degli altri pianeti del Sistema Solare, la Luna è smisuratamente grande, con un diametro di 3.474 km che è circa il quarto di quello terrestre (12.742 km). L’unica situazione analoga a quella della relazione tra le dimensioni di Terra e Luna è riscontrabile nella coppia Plutone – Caronte, dove il rapporto di Plutone con il proprio satellite è uno straordinario uno a due; non dobbiamo però dimenticare che, da quando nel 2006 una decisione dell’Unione Astronomica Internazionale l’ha relegato al ruolo di pianeta nano, Plutone, con i suoi 2.400 km di diametro, non è più il nono pianeta del Sistema Solare. Di conseguenza, al primo posto della classifica dei satelliti più grandi in rapporto alle dimensioni del pianeta attorno cui orbitano si trova proprio il nostro e si tratta di un primato che, con ogni probabilità, è dovuto proprio alle stesse origini della Luna.

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Disegnare la natura: dagli erbari all’epoca di Linneo

L’atto di disegnare la natura e l’ambiente che ci circonda, con le sue piante e i suoi animali, è antico quanto l’uomo. Per dirla con una frase talmente banale da essere diventata un cliché, ma non per questo meno corrispondente a verità, la curiosità di comprendere il mondo è una caratteristica intrinseca agli esseri umani; alcuni più di altri, tuttavia, hanno sentito la spinta più o meno forte di registrare le immagini che si presentavano ai loro occhi, preservandole per la posterità. Dalle grotte dell’Europa, dell’Africa e dell’Australia, passando per gli artisti rinascimentali fino agli esploratori del post rivoluzione scientifica, la storia naturale è stata attentamente osservata e riprodotta da persone che decisero di impiegare anche moltissimo tempo a disegnare e dipingere ciò che si trovavano di fronte.

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L’improvvisamente famoso dottor Einstein

Una decina di anni fa, quando lavoravo per un festival della scienza, sono stata fisicamente aggredita da un tizio a cui avevo impedito l’accesso a una conferenza di Gabriele Veneziano. Non che mi piaccia frenare gli slanci culturali del pubblico, tutt’altro; tuttavia in quel caso la sala, che aveva una capienza di 200 persone, era già gremita di oltre 400 entusiasti della teoria delle stringhe. Sì, avete letto bene: teoria delle stringhe. Probabilmente, fra quanti erano riusciti a entrare e il centinaio di individui rimasti fuori a esprimere più o meno violentemente il proprio scontento, erano riuniti in quel luogo tutti i fan italiani di Veneziano; non esattamente i 150mila assiepati al Campovolo per Ligabue nell’estate del 2015, ma insomma, non pretendiamo troppo. Per quanto la fisica e la musica abbiano molte cose in comune, se il giorno prima il mio collega mi avesse detto che avrebbe dovuto letteralmente fare a botte per difendermi dalla violenza di un tizio che voleva a tutti i costi ascoltare una conferenza su una teoria che io, nonostante la mia laurea in fisica (teorica), confesso di non afferrare se non per sommi(ssimi) capi… Avrei ribattuto: “impossibile, mica sono i Take That [sostituire con One Direction, se siete nati dopo la metà degli anni Novanta], una cosa del genere non s’è mai vista”. E avrei sbagliato, non soltanto per quel che mi aspettava nelle 24 ore successive, ma per fatti analoghi accaduti poco meno di un secolo prima che, oggi lo sappiamo, sancirono la nascita del mito di Einstein.

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L’eclissi che cambiò la storia della scienza

La mattina del 29 maggio 1919, sull’isola di Príncipe, la pioggia scendeva con una discreta intensità. Non ci sarebbe stato nulla di strano – soprattutto non per un gruppo di sudditi di Sua Maestà Giorgio V, sicuramente abituati a bizze meteorologiche di ogni tipo – se non fosse che quel giorno, sotto le nuvole gonfie di pioggia, si erano radunati scienziati provenienti da varie parti del mondo per osservare un’eclissi totale di Sole che avrebbe cambiato il corso della storia della scienza.

Fra questi, vi era Arthur Eddington, che come abbiamo visto era stato inviato sull’isola (oggi parte dello stato indipendente São Tomé e Príncipe, ma all’epoca ancora sotto il dominio portoghese) direttamente dall’Astronomo Reale Frank Dyson per fotografare l’eclissi e scoprire così se, dati alla mano, le previsioni sulla curvatura dello spazio della recentemente pubblicata teoria della relatività generale di Albert Einstein fossero veritiere.

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Arthur Eddington e la conferma della relatività

Nei giorni intorno all’11 febbraio si è fatto un gran parlare di onde gravitazionali. Per chi ancora non sapesse di cosa si tratta, per una volta non metterò il link alla relativa pagina di Wikipedia, bensì una breve – ma molto intensa – lettura delle prime righe della stessa da parte di Giancarlo Cattaneo, una delle voci più belle della radio italiana (se non mi credete e questo non vi basta, ascoltatelo leggere durante una puntata di Parole note):

Le onde gravitazionali, ormai lo sanno anche i muri, sono state osservate per la prima volta quasi esattamente un secolo dopo la loro comparsa nel mondo delle idee scientifiche. Risultato del tutto eccezionale anche al di là della simpatica coincidenza, ed estremamente emozionante per i suoi possibili risvolti.

Pur tuttavia, non si è trattato “della conferma della relatività generale” come hanno detto e scritto in molti; o meglio: si è trattato di un’ulteriore conferma. Non mi si fraintenda: la scienza è sempre felice quando le teorie ricevono conferme da più parti diverse, perché le teorie servono proprio a farci capire meglio come funziona la natura, e ovviamente non possiamo che rallegrarci quando la natura ci mostra in modi diversi che la nostra comprensione si sta sviluppando lungo binari corretti.

Eppure, nonostante i molti articoli che ho letto sul web e anche sulla carta stampata, mi sono stupita di non trovare nessun riferimento a quella che fu la prima conferma sperimentale convincente della teoria einsteiniana; essa, come vedremo, è assolutamente affascinante, ha origini molto più lontane nel tempo e risale a un periodo estremamente concitato: l’inizio del ventesimo secolo e, in particolare, gli anni della Prima guerra mondiale.

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