Archivi tag: Astronomia

Vita di Keplero: l’astronomo e la strega

Vita di Galileo di Bertold Brecht è un capolavoro della drammaturgia che, quando ben interpretato, tiene inchiodati alla sedia nonostante la durata – inconcepibile per quanti sono abituati al cinema o alla televisione, più che al teatro – di oltre quattro ore.

@Tommaso Le Pera - lavia galileo
Entusiasta della mise en scene di Gabriele Lavia ma turbata da alcune mie lacune su certi particolari delle vicende galileiane, che non rivelerò nemmeno sotto tortura, mi è tornata in mente un’altra storia che tiene unite insieme la rivoluzione scientifica del XVI e XVII secolo  e le credenze religiose: il processo per stregoneria alla madre di Johannes von Kepler, per gli amici Keplero.

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L’origine degli elementi: tutta polvere di stelle

Abbiamo visto nella prima parte di questo articolo sull’origine degli elementi che i nuclei più leggeri sono stati creati durante le primissime fasi di vita dell’Universo, ma abbiamo anche imparato come non sia stato possibile andare al di là del berillio a causa di un eccessivo raffreddamento dell’ambiente cosmico. Ma allora quando e dove si sono formati tutte le altre decine e decine di elementi di cui è composta la tavola periodica?

Come avevamo anticipato, la risposta è nelle stelle. In realtà, non in tutte le stelle, ma soltanto in quelle che hanno una massa pari ad almeno una ventina di volte quella del nostro Sole.

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L’origine degli elementi: la fucina primordiale

Chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo: non mi vengono in mente altre domande più esistenzial-adolescenziali di queste tre. E per molti versi, più frustranti. Eppure almeno a una di queste domande la risposta oggi esiste, ed è quella sulle nostre origini: da dove veniamo, noi e tutto ciò che ci circonda?

Secondo le teorie oggi più accettate e consolidate, gli atomi di cui siamo fatti io, voi e tutti gli altri, così come la materia che ci circonda, sono stati fabbricati nelle fucine più poetiche che potreste immaginare: le stelle. Quasi tutti – e questo quasi lo chiariremo meglio fra poco – gli atomi naturali, ossia quelli non creati dall’uomo in laboratorio, si sono formati, mattoncino dopo mattoncino, in fantasmagoriche reazioni nucleari che hanno avuto luogo in località del cosmo più o meno remote, caratterizzate da condizioni di temperatura e pressione estreme.

origine degli elementi - universo primordiale

L’origine degli elementi, detta anche nucleosintesi, parte ovviamente dall’elemento più semplice: l’idrogeno. Tutto l’idrogeno di cui disponiamo, nel cosmo, si è formato nei primi minuti di vita dell’Universo, successivamente ai quali sono state fissate le abbondanze degli elementi più leggeri e dei loro isotopi. Nei primi minuti dopo il Big Bang, infatti, l’Universo era così caldo e denso che i protoni e neutroni, creatisi appena qualche istante prima in una proporzione di circa sette a uno, cominciarono a combinarsi fra loro. Ma cosa vuol dire “combinarsi”, quando si sta parlando di particelle (quasi) elementari?

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Anche Torino ha la sua Scala

Torino è la mia città da sempre. Qui sono nata, qui ho studiato, qui ho portato avanti gran parte dei miei progetti lavorativi e qui ho (quasi) sempre vissuto. Con buona pace degli americani, che ogni volta che sentono questo elogio alla stanzialità strabuzzano gli occhi increduli.

Fra l’altro, proprio per questi americani (e non solo per loro), fino al 2005 Torino era un’entità misconosciuta, e per localizzarla a seconda dell’interlocutore dovevo chiamare in causa la FIAT oppure la Juventus; con le donne era molto difficile, bisognava sperare che fossero appassionate di egittologia o piuttosto riferirsi alla capitale italiana della moda ubicata a 100 chilometri di distanza. La conoscevano praticamente soltanto i cattolici, grazie alla presenza della Sindone, gli appassionati di alpinismo e i parigini, probabilmente un po’ stufi di vedersela appioppare da alcuni come sorella minore.

Torino Palazzo Madama

Poi sono venute le Olimpiadi invernali del 2006 e, più recentemente, Marchionne, la General Motors e tutto quel che ne è seguito. Ora è un po’ più facile parlare di Torino senza doversi improvvisare geografi o sociologi, ma come scrivevo è cosa molto recente, ed è ancora possibile fare molta strada in termini di notorietà. D’altronde siamo sabaudi, e non ci piace poi così tanto stare sotto i riflettori.

Ad ogni modo, figuratevi la mia sorpresa quando ho scoperto che la mia città è legata addirittura a un metodo di classificazione! Esiste infatti la Scala Torino, un indice di pericolosità che riguarda asteroidi e comete la cui orbita potrebbe incrociare quella della Terra (i cosiddetti oggetti near-Earth, per gli amici NEO). Ok, non sarà famosa come la Scala di Milano, ma dato quello di cui si occupa c’è poco da scherzare.

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Il pianeta degli anelli

In una guida turistica del Sistema Solare per astronauti del futuro, gli anelli di Saturno sarebbero indubbiamente una delle attrazioni principali: un gigantesco hula hoop cosmico che avvolge il secondo pianeta dopo Giove per dimensioni e maestosità, ma anche un oggetto di studio e di scoperte da parte di alcuni fra i più importanti protagonisti della storia della scienza degli ultimi quattrocento anni.

Non visibili dalla Terra a occhio nudo, gli anelli hanno infestato i sogni di numerosi scienziati fin da quando, nel 1610, furono avvistati da Galileo Galilei; il suo cannocchiale, per l’epoca modernissimo, era in grado di ingrandire gli oggetti fino a 21 volte le loro dimensioni originali. Galileo, in realtà, descrisse il pianeta Saturno come “tricorporeo”, composto cioè da un corpo centrale con ai lati due masse minori. Circa due anni dopo Saturno gli apparve invece “solitario”; nel 1616, tuttavia, Galileo osservò nuovamente la presenza dei due compagni del pianeta, che apparivano però molto mutati rispetto alle prime osservazioni.

Galileo

Furono necessari cinquant’anni per comprendere che queste escrescenze che spuntavano sui due lati del pianeta sono in realtà un anello piatto, che circonda tutto l’astro.

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