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Una storia naturale dell’occhio

I nostri occhi sono, fra tutti gli straordinari organi di cui è fatto il nostro corpo, quelli che da sempre mi hanno più affascinato.

Sarà che porto gli occhiali da tempo immemorabile e che la mia unica esperienza con le lenti a contatto, anni e anni fa, mi ha provocato un’escoriazione alla cornea e molteplici crisi di rigetto, ma provo per gli occhi un’ammirazione sconfinata per il modo in cui apparentemente senza fatica riescono a metterci in contatto con l’ambiente esterno e a farmi godere di piaceri molteplici senza farmi ingrassare di un grammo!

L’autore del romanzo Il peso dei numeri, Simon Ings, si è cimentato questa volta in un saggio dedicato all’occhio, di cui parla con una soggezione simile alla mia da un punto di vista fisiologico ma anche simbolico, con la prospettiva di un accademico storico della scienza seppure non lo sia neanche lontanamente.

La sua Storia naturale dell’occhio è un libro eccezionale, ricco di aneddoti sulla vista e sul modo in cui ci rapportiamo a questo organo di senso così fondamentale, troppo spesso dato per scontato da chi, me per prima, non si rende conto della fortuna che ha di poter abbracciare il mondo semplicemente grazie a un battito di ciglia.

Quella parte di storia della scienza che parla degli studi sulla visione umana è appassionante come e più di un romanzo; a questo si affiancano ricchi resoconti sulla visione nel mondo animale, con attente analisi sull’evoluzione degli organi deputati alla vista corredate di meticolose descrizioni – talvolta un po’ inquietanti, come nel caso di molti insetti.

Un libro non di facilissima lettura per chi, come la sottoscritta, non ha competenze in ambito fisiologico; ma lo sforzo è assolutamente ripagato ogni volta che la visione della realtà esterna è arricchita dalla consapevolezza di tutti i meccanismi che la rendono possibile.

 

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Anche l’evoluzione è matematica

Anche se la cosa forse non è stata tanto pubblicizzata dai media italiani, il 2013 è (o sarebbe ormai quasi meglio scrivere è stato) l’Anno della matematica del pianeta Terra [maggiori informazioni qui, in inglese e in francese].

Tra le molteplici iniziative, mi ha colpito questa poetica animazione dedicata al ruolo della matematica nell’evoluzione della vita, ricca di idee fuori dagli schemi e assolutamente non convenzionali.

L’ho accompagnata a una traduzione del testo dal francese all’italiano, dal momento che non so se sia possibile, come utente esterno, caricare sottotitoli sui video di YouTube. Buona visione e buona lettura 🙂

Si stima che oggi, sulla Terra, abitino 8.750.000 specie viventi diverse; per il momento, gli scienziati ne hanno catalogate e descritte soltanto 1.250.00, all’incirca, e questo significa che circa 7.500.000 specie di animali, vegetali o funghi, di alghe o di protozoi ci sono assolutamente ignote. Ci vorrebbero 1200 anni e 303.000 tassonomisti per catalogarle tutte; se le cose continuano ad andare così, è però probabile che la maggior parte di esse si estingua prima ancora di venire scoperta.

8.750.000 specie, e queste sono soltanto quelle che attualmente abitano gli oceani e la terraferma! Quante specie ha ospitato il nostro pianeta dalla comparsa della vita? 50 miliardi? Di più? Tutte queste specie fanno parte dell’albero della vita, che incominciò a crescere un po’ meno di 4 miliardi di anni fa a partire da una piccola radice che viene chiamata LUCA – Last Universal Common Ancestor, ultimo antenato comune universale.

LUCA è la radice di tutti gli esseri viventi sulla Terra, quella dell’uomo, del pesce rosso e addirittura quella della margherita. Possiamo dire, pertanto, che la radice dell’uomo è uguale a quella del pesce rosso, che a sua volta è uguale a quella della margherita, e sono tutte uguali a LUCA. L’uomo, il pesce rosso e la margherita si sono tutti evoluti a partire da questa medesima radice. Per evolvere, bisogna avere una discendenza, e per avere una discendenza bisogna riprodursi. La cosa più difficile, nella riproduzione, è trovare “la propria metà”, di cui si va alla ricerca disperatamente; a volte si pensa di essere riusciti a trovare la propria metà, e invece si è incappati nel proprio doppio.. Sono necessari molti calcoli. Una volta trovata la propria metà, è possibile fare la propria “mezza porzione” [NdT demi-portion, letteralmente embrione], ossia moltiplicarsi.

Torniamo adesso al nostro uomo, al nostro pesce rosso e alla nostra margherita. Sono rispettivamente il frutto di due radici di uomo, due radici di pesce rosso e due radici di margherite che, un giorno, si sono moltiplicate. Ma abbiamo appena visto che queste radici sono tutte uguali, pertanto: radice d’uomo per radice d’uomo è uguale a radice di pesce rosso per radice di pesce rosso, a sua volta uguale a radice di margherita per radice di margherita. Ne segue che uomo uguale a pesce rosso uguale a margherita, cosa che dimostra che tutti gli esseri viventi sono uguali fra loro e che l’uomo non è una specie superiore – anche se a volte pensa di esserlo.

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Il mondo nascosto degli animali

Gatti, cani, cavalli, pettirossi, ma addirittura tigri, elefanti, ornitorinchi e opossum: il mondo degli animali è molto più vasto di quanto siamo abituati a pensare anche spingendo al massimo la memoria – e la fantasia.

Il libro fotografico Animal Earth, in uscita il 13 novembre per Thames & Hudson, ci accompagna in un viaggio su e giù per il nostro pianeta mostrandoci l’aspetto delle più bizzarre creature che lo abitano. Un racconto per immagini che si compone di splendide fotografie a colori, scansioni al microscopio elettronico e disegni a mano libera; gran parte del materiale proviene direttamente dagli archivi di specialisti e ricercatori di tutto il mondo.

Ecco a voi gli animali come probabilmente non li avete mai visti!

anellideEsemplare di anellide; emerge in maniera particolarmente chiara la metamerìa – la struttura a segmenti separati caratteristica di questo phylum. ©Alexander Semenov

riccio di mareRiccio di mare, Coelopleurus floridanus. Le spine, mobili, offrono protezione dai predatori. E’ ignoto lo scopo dei pigmenti riccamente colorati, dal momento che questa specie vive in acque relativamente profonde. ©Arthur Anker.

moscaVespa con occhi composti (specie sconosciuta). Come altri insetti, questo esemplare ha anche degli occhi semplici, tre dei quali sono visibili in alto. ©Tomas Rak

molluscoEsemplare di Chromodoris annulata, mollusco diffuso nell’Oceano Indiano. I colori e i “disegni” sul corpo del mollusco indicano ai predatori la sua potenziale tossicità. ©Arthur Anker

bottone bluDetto comunemente bottone blu, questo splendido esemplare di Porpita porpita ha tentacoli non urticanti. Nelle colonie gli esemplari tendono a specializzarsi in compiti diversi (galleggiamento, procacciare cibo etc.). ©Arthur Anker

angelo di mareGli angeli di mare (Clione limacina) vivono in ambienti marini particolarmente freddi e sono una ghiotta prelibatezza per chi si nutre di plancton, come le balene. ©Alexander Semenov

medusaUna splendida medusa Bougainvillia superciliris. ©Alexander Semenov

 

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