bracelet

Coding the body

kinematicsSono un po’ emozionata, perché un oggetto che possiedo (e che mi è stato regalato dopo che, per la prima volta, mi sono sentita molto 2.0 perché su richiesta del “regalante” gli ho mandato via email un link allo shop on-line dello studio di design di Boston che lo produce) sarà esposto in una mostra a New York.

L’oggetto è il braccialetto mostrato in figura; si chiama Tetra kinematics ed è formato di 15 pezzi unici, ciascuno stampato con una stampante 3D. Se interessa, potete acquistarlo (o approfondire le informazioni) qui.

Nervous System Kinematics

La mostra, che è forse la cosa più interessante (e sicuramente meno egoriferita), si chiama Coding the body e inaugura in questi giorni a New York negli spazi di Apexart.

L’idea della mostra nasce dalla constatazione che i nostri corpi e le nostre vite sono, sempre più, definite da codici. Le app dei nostri smartphone dicono dove siamo a noi e agli altri, i nostri codici genetici (almeno in parte) hanno voce in capitolo sul nostro passato e sul nostro futuro, i codici delle varie religioni danno disposizioni su cosa possiamo o talvolta dobbiamo usare per vestire e nutrire i nostri corpi.

Esistono ormai esoscheletri che, come nel bel film Elysium con Matt Damon e Jodie Foster, possono rendere il nostro corpo invincibile; la moda ben presto sarà ancora più personalizzata, con scanner che mappano il nostro giro-vita, giro-braccia e giro-tutto e consentono di stampare in 3D vestiti fatti veramente su misura. Anche il mondo dei gioielli e degli accessori, come mostra ad esempio il lavoro dello studio newyorkese Frances Bitonti, sta passando a una produzione localizzata, in cui gli oggetti vengono scelti e personalizzati online e stampati poi in 3D da uno degli hub più vicini al cliente. Questa una delle loro clutch, che temo non potrò mai permettermi ma che mi sembra assolutamente meravigliosa…

clutch_22

Codici e macchine sono voraci nel reclamare il nostro tempo, la nostra attenzione e, sempre più, anche il nostro corpo fisico. Coding the body si interroga sui rapporti tra i codici e il corpo umano, esplorando il modo in cui i codici vengono sempre più usati per decorare il corpo ma anche per controllarlo, per rafforzarlo ma con il sogno di riuscire un giorno a replicarlo.

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