Tutti gli articoli di Eva Filoramo

Il senso del numero

Uno dei film che ho amato di più negli ultimi anni, purtroppo, non è mai uscito in Italia. Si tratta di Perfect Sense, e vede protagonisti Ewan McGregor ed Eva Green (bravissimi e bellissimi – è adatto ad ogni tipo di pubblico, in quel senso…). Guardatelo, magari cercandone un’edizione sottotitolata se non siete così sicuri del vostro inglese, perché ne vale davvero la pena; ma soprattutto non cercate il trailer, perché è orrendo e secondo me rovina un po’ l’effetto della trama (motivo per cui non l’ho postato).

E’ un film sui sensi: udito, olfatto, gusto, tatto, vista (non in quest’ordine, ma non importa). Sui cinque sensi, così come ci hanno abituato a pensare fin dalle scuole elementari: quelle sorta di antenne in grado di captare le informazioni che provengono dal mondo esterno – e interno – e di trasformarle in segnali che il sistema nervoso si occuperà poi di elaborare e di “tradurre” nei modi che noi tutti conosciamo per esperienza diretta (cfr. ad esempio: locale piccolo con DJ molto appassionato di musica elettronica ad alto volume; torta di mele/pere/papaya appena sfornata il secondo giorno di dieta pre-costume; gesso spezzato male contro la lavagna….).

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Scienza per immagini

C’è ancora tempo per visitare la terza edizione della mostra International Images for Science dell’inglese Royal Photographic Society – unico problema per i lettori italiani: fino a fine settembre è a Newcastle, in Gran Bretagna, ma nei prossimi mesi dovrebbe girare per alcune città italiane. Questa mostra di 100 fotografie mostra una varietà incredibile di fotografie scientifiche: immagini che esplorano universi che possiamo soltanto immaginare, troppo grandi o troppo piccoli per poter essere abbracciati con il nostro sguardo, e immagini che al contrario sono usate quotidianamente come strumenti in medicina o in ingegneria. Un modo originale e divertente per avvicinare grandi e piccini alla scienza contemporanea e per approfondire le più moderne tecniche fotografiche e di elaborazione delle immagini.

Ecco alcune delle foto più belle: scheletro di camaleonte Embrione di camaleonte trattato con un colore di contrasto (rosso per lo scheletro, blu per la cartilagine). ©Dorit Hockman

medusa blaschka Medusa Blaschka. ©Dan Sykes

caffè tostato Grano di caffè durante il processo di tostatura. ©Nicole Ottawa

girasole Macrografia di un girasole. ©Bernardo Cesare

Per finire, la foto sopra il titolo ritrae una lagena, una creatura marina ricoperta da un guscio rigido che, quando diventa fossile, produce gesso e calcare. ©Spike Walker

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Il cervello non ha pregiudizi

Il primo passo verso una buona diffusione della cultura scientifica consiste nello sfatare alcuni stereotipi e pregiudizi presenti non soltanto in Italia ma che nel nostro Paese, come è noto, si accompagnano a una storica preferenza verso le materie umanistiche. Il nucleo di idee preconcette che ha maggior peso e influenza nelle scelte dei giovani, sicuramente, è quello collegato ad alcune – presunte, come vedremo – differenze tra maschi e femmine.cervello maschile femminile

Senza volersi assolutamente addentrare in quelli che gli americani definiscono “studi di genere”, è tuttavia importante ricordare che alcune idee che dovrebbero ormai essere entrate a far parte del senso comune sono ancora frutto di fraintendimenti e interpretazioni scorrette – talvolta anche da parte della stessa, disattenta, comunità scientifica.

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