Archivi categoria: Scienza

La seconda rivoluzione quantistica

.… seconda? Perché, c’è forse stata una prima rivoluzione quantistica? E di cosa si tratterà mai?

Ho scoperto che soltanto di recente, forse nell’ultimo anno o due, la meccanica quantistica è stata inserita nel programma di studio dell’ultimo anno delle scuole superiori (soltanto licei oppure anche altri istituti? Non sono riuscita a capirlo). Prima di allora, era evidentemente ritenuto un argomento di cui non era necessario sapere alcunché per potersi dichiarare persona mediamente colta; io stessa, diplomatami nella seconda metà degli anni Novanta, ne ho sentito parlare per la prima volta seriamente soltanto al terzo anno di università – peccato che io abbia studiato fisica, cosa che non mi rende un campione particolarmente rappresentativo della società italiana.

Continua a leggere La seconda rivoluzione quantistica

Non essere egoista, condividi!
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest

I colori non esistono (?)

Galileo Galilei: uno dei massimi scienziati della storia, il padre del metodo scientifico, scrittore eccellente ancora oggi piacevolissimo da leggere… Cosa pensereste scoprendo che questo personaggio così importante, in cui sembrerebbe un delitto non riporre la nostra massima fiducia, ha un giorno affermato, quasi con leggerezza, che i colori non esistono?

Per lo che vo io pensando che questi sapori, odori, colori, etc., per la parte del suggetto nel quale ci par che riseggano, non sieno altro che puri nomi, ma tengano solamente lor residenza nel corpo sensitivo, sí che rimosso l’animale, sieno levate ed annichilate tutte queste qualità.

Continua a leggere I colori non esistono (?)

Non essere egoista, condividi!
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest

L’eclissi che cambiò la storia della scienza

La mattina del 29 maggio 1919, sull’isola di Príncipe, la pioggia scendeva con una discreta intensità. Non ci sarebbe stato nulla di strano – soprattutto non per un gruppo di sudditi di Sua Maestà Giorgio V, sicuramente abituati a bizze meteorologiche di ogni tipo – se non fosse che quel giorno, sotto le nuvole gonfie di pioggia, si erano radunati scienziati provenienti da varie parti del mondo per osservare un’eclissi totale di Sole che avrebbe cambiato il corso della storia della scienza.

Fra questi, vi era Arthur Eddington, che come abbiamo visto era stato inviato sull’isola (oggi parte dello stato indipendente São Tomé e Príncipe, ma all’epoca ancora sotto il dominio portoghese) direttamente dall’Astronomo Reale Frank Dyson per fotografare l’eclissi e scoprire così se, dati alla mano, le previsioni sulla curvatura dello spazio della recentemente pubblicata teoria della relatività generale di Albert Einstein fossero veritiere.

Continua a leggere L’eclissi che cambiò la storia della scienza

Non essere egoista, condividi!
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest

Fotografare la Luna prima dell’era di Instagram

Tanto per avere dei numeri a supporto di quella che poteva anche essere una mia personalissima idea campata un po’ per aria, ho appena fatto una ricerca su Instagram: l’hashtag #moon mi ha dato 11.875.80 risultati (l’italo-ispanico #luna più di tre milioni, quindi anche in quel caso non si scherza). Poi, è vero, non tutte le immagini a cui è associata la parola chiave “luna”, quale che sia la lingua utilizzata, sono altrettante istantanee del nostro satellite; ma anche si trattasse soltanto del 50%, quasi sei milioni di immagini sono comunque un discreto numero. Come pensavo, almeno apparentemente, fotografare la Luna è un’attività molto comune.

Quella delle fotografie del nostro satellite è una vera e propria storia, a dire il vero abbastanza lunga e complicata da non poter essere raccontata tutta in un unico post; vorrei però incominciare con una foto – quella in copertina – che è una fotografia della Luna anche se l’astro non compare da nessuna parte.

Continua a leggere Fotografare la Luna prima dell’era di Instagram

Non essere egoista, condividi!
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest

Arthur Eddington e la conferma della relatività

Nei giorni intorno all’11 febbraio si è fatto un gran parlare di onde gravitazionali. Per chi ancora non sapesse di cosa si tratta, una volta tanto non metterò il link alla relativa pagina di Wikipedia, bensì una breve – ma molto intensa – lettura delle prime righe della stessa da parte di Giancarlo Cattaneo, una delle voci più belle della radio italiana (se non mi credete e questo non vi basta, ascoltatelo leggere durante una puntata di Parole note):

Le onde gravitazionali, ormai lo sanno anche i muri, sono state osservate per la prima volta quasi esattamente un secolo dopo la loro comparsa nel mondo delle idee scientifiche. Risultato del tutto eccezionale anche al di là della simpatica coincidenza, ed estremamente emozionante per i suoi possibili risvolti.

Pur tuttavia, non si è trattato “della conferma della relatività generale” come hanno detto e scritto in molti; o meglio: si è trattato di un’ulteriore conferma. Non mi si fraintenda: la scienza è sempre felice quando le teorie ricevono conferme da più parti diverse, perché le teorie servono proprio a farci capire meglio come funziona la natura, e ovviamente non possiamo che rallegrarci quando la natura ci mostra in modi diversi che la nostra comprensione si sta sviluppando lungo binari corretti.

Eppure, nonostante i molti articoli che ho letto sul web e anche sulla carta stampata, mi sono stupita di non trovare nessun riferimento a quella che fu la prima conferma sperimentale convincente della teoria einsteiniana; essa, come vedremo, è assolutamente affascinante, ha origini molto più lontane nel tempo e risale a un periodo estremamente concitato: l’inizio del ventesimo secolo e, in particolare, gli anni della Prima guerra mondiale.

Continua a leggere Arthur Eddington e la conferma della relatività

Non essere egoista, condividi!
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest