Archivi categoria: Arte

Van Gogh e i colori che cambiano

Ricordo bene la prima volta che ho visitato il museo Vincent Van Gogh di Amsterdam: era l’estate del 1995 ed era il mio primo InterRail – nonché l’ultimo, anche se allora non potevo saperlo e pensavo che non avrei mai viaggiato altro che in treno, preferibilmente di notte per risparmiare. Probabilmente all’epoca non sapevo nemmeno dell’esistenza della sindrome di Stendhal, però sono andata molto vicina allo stordimento quando finalmente uscii a riveder le stelle dopo quattro ore trascorse passando da un quadro di Van Gogh al successivo, con tutta la lentezza consentita dalle onnipresenti code davanti alle tele.

van gogh e i colori

Quel che però non ero l’unica a non sapere, e che solo negli ultimi anni è stato dimostrato, è che i quadri che vediamo oggi sono molto diversi da quelli originariamente dipinti dall’artista olandese. I gialli si sono scuriti o schiariti e molti rossi sono del tutto scomparsi. Eppure la documentazione in nostro possesso, e in particolare le lettere al fratello Theo in cui erano meticolosamente dettagliati gli ordini e i fornitori a cui rivolgersi, dimostrano che Van Gogh dava molto peso alla scelta dei colori, analizzando la qualità e le proprietà dei pigmenti con grande cura e valutandone rischi e benefici; il colore aveva per la sua arte un ruolo fondante. Ha forse commesso degli errori nella scelta di uno strumento espressivo per lui così importante?

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La musica nascosta delle api

Qualche anno fa ho trascorso l’estate nelle isole Sporadi; per chi, come me, della Grecia aveva visto, e amato, soltanto le Cicladi arse dal sole e dal vento, le Sporadi sono una rivelazione verde e ombreggiata. Peccato che soprattutto l’isola di Skopelos, nel 2012, fosse letteralmente invasa dalle api, tanto che in quattro giorni riuscii a farmi pungere ben tre volte. Per inciso: sì, Skopelos è l’isola in cui hanno girato molte scene del film Mamma mia!, che vergognosamente confesso di non aver mai visto – sarà colpa delle api?

Ad ogni modo, da allora ho sviluppato una piccola fobia per questi insetti che, lo so, non hanno intenzione di farmi alcun male. E mi sento tremendamente in colpa perché, come ormai tutti sanno, le api sono molto importanti per mantenere la biodiversità.

PS: Se preferiamo adottare un punto di vista più egocentrato e meno “ecologista”, ricordiamo che le api sono praticamente indispensabili per continuare a impollinare quasi il 75% del cibo che, indirettamente o direttamente, arriva nei nostri piatti.

Una buona fonte di ispirazione è sicuramente il compositore Troels Brun Folmann, autore di effetti sonori per vari film hollywoodiani, tra cui Avatar, e di videogiochi noti anche a chi è nato prima degli anni ’50, come Tomb Raider. Folmann, un giorno, ha deciso di prendere il toro per le corna, affrontando la sua paura per le api in un modo abbastanza inusuale.

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Caleidoscopicamente

Tutti noi abbiamo, una volta o l’altra, giocherellato con un caleidoscopio che ci era stato regalato o in cui eravamo casualmente incappati a casa di qualcuno. E tutti noi, sicuramente, ci siamo meravigliati delle infinite forme bellissime che venivano a crearsi, sempre differenti, all’interno del tubo di cartone in risposta ai nostri movimenti rotatori.

Alcuni, fra noi, sono stati talmente colpiti dai giochi di luce e forme in movimento da voler riproporre il meccanismo del caleidoscopio su scale ben maggiori di quelle del tubicino da far girare tra le dita inventato dal fisico inglese David Brewster nella prima metà dell’Ottocento.

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Le api come opera d’arte

Ultimamente si fa un gran parlare di quanto le api siano importanti per la biodiversità, ma confesso che molto egoisticamente ogni primavera la mia prima preoccupazione è quella di non farmi pungere…

Sia quel che sia, le api, per quanto strano possa sembrare, sono state negli ultimi anni non soltanto oggetto di libri e articoli di giornale in cui se ne commentava catastroficamente l’imminente scomparsa, ma anche, più costruttivamente, soggetto protagonista di alcune opere d’arte.

Personalmente, sono stata colpita in particolare da due opere,  realizzate da artisti entrambi in grado di stabilire un dialogo costruttivo con apicoltori e scienziati e capaci di “sfruttare” le straordinarie capacità di questi insetti per realizzare qualcosa di bello e, a suo modo, importante.

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