Il Canzoniere di Petrarca e la matematica dell’amore

Fin dalla comparsa del calcolo differenziale, inventato indipendentemente da Isaac Newton e Gottfried Leibniz verso la fine del diciassettesimo secolo, le equazioni differenziali sono state utilizzate per gli scopi più diversi: dallo studio del moto dei sistemi planetari a quello della trasmissione di segnali fra le cellule nervose, dall’analisi delle dinamiche delle popolazioni biologiche alle stime delle fluttuazioni dei prezzi nei mercati economici. Le parole del matematico Vladimir Igorevič Arnol’d rendono l’idea dell’importanza di questo strumento più di qualunque elenco delle sue applicazioni:

Le equazioni differenziali formano la base della visione scientifica del mondo.

Non ci sarebbe dunque troppo da stupirsi se questo strumento così potente avesse già fatto capolino in un ambito dove la saggezza popolare vorrebbe invece che scienza (e ragione) abbiano ben poco da dire: la matematica dell’amore e la dinamica dei sentimenti.

Negli ultimi venti o trent’anni, in effetti, alcuni studiosi hanno iniziato a cercare di catturare in modelli matematici più o meno accurati tutti i sussulti, i sospiri, le esaltazioni e le disperazioni che caratterizzano lo stato dell’innamoramento. Vediamo un paio di esempi di modelli che tentano di descrivere – e soprattutto prevedere, come ogni buon modello scientifico dovrebbe fare! – l’andamento di una relazione sentimentale.

Continua a leggere Il Canzoniere di Petrarca e la matematica dell’amore

Non essere egoista, condividi!
Share on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on Pinterest

L’improvvisamente famoso dottor Einstein

Una decina di anni fa, quando lavoravo per un festival della scienza, sono stata fisicamente aggredita da un tizio a cui avevo impedito l’accesso a una conferenza di Gabriele Veneziano. Non che mi piaccia frenare gli slanci culturali del pubblico, tutt’altro; tuttavia in quel caso la sala, che aveva una capienza di 200 persone, era già gremita di oltre 400 entusiasti della teoria delle stringhe. Sì, avete letto bene: teoria delle stringhe. Probabilmente, fra quanti erano riusciti a entrare e il centinaio di individui rimasti fuori a esprimere più o meno violentemente il proprio scontento, erano riuniti in quel luogo tutti i fan italiani di Veneziano; non esattamente i 150mila assiepati al Campovolo per Ligabue nell’estate del 2015, ma insomma, non pretendiamo troppo. Per quanto la fisica e la musica abbiano molte cose in comune, se il giorno prima il mio collega mi avesse detto che avrebbe dovuto letteralmente fare a botte per difendermi dalla violenza di un tizio che voleva a tutti i costi ascoltare una conferenza su una teoria che io, nonostante la mia laurea in fisica (teorica), confesso di non afferrare se non per sommi(ssimi) capi… Avrei ribattuto: “impossibile, mica sono i Take That [sostituire con One Direction, se siete nati dopo la metà degli anni Novanta], una cosa del genere non s’è mai vista”. E avrei sbagliato, non soltanto per quel che mi aspettava nelle 24 ore successive, ma per fatti analoghi accaduti poco meno di un secolo prima che, oggi lo sappiamo, sancirono la nascita del mito di Einstein.

Continua a leggere L’improvvisamente famoso dottor Einstein

Non essere egoista, condividi!
Share on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on Pinterest

La seconda rivoluzione quantistica

.… seconda? Perché, c’è forse stata una prima rivoluzione quantistica? E di cosa si tratterà mai?

Ho scoperto che soltanto di recente, forse nell’ultimo anno o due, la meccanica quantistica è stata inserita nel programma di studio dell’ultimo anno delle scuole superiori (soltanto licei oppure anche altri istituti? Non sono riuscita a capirlo). Prima di allora, era evidentemente ritenuto un argomento di cui non era necessario sapere alcunché per potersi dichiarare persona mediamente colta; io stessa, diplomatami nella seconda metà degli anni Novanta, ne ho sentito parlare per la prima volta seriamente soltanto al terzo anno di università – peccato che io abbia studiato fisica, cosa che non mi rende un campione particolarmente rappresentativo della società italiana.

Continua a leggere La seconda rivoluzione quantistica

Non essere egoista, condividi!
Share on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on Pinterest

I colori non esistono (?)

Galileo Galilei: uno dei massimi scienziati della storia, il padre del metodo scientifico, scrittore eccellente ancora oggi piacevolissimo da leggere… Cosa pensereste scoprendo che questo personaggio così importante, in cui sembrerebbe un delitto non riporre la nostra massima fiducia, ha un giorno affermato, quasi con leggerezza, che i colori non esistono?

Per lo che vo io pensando che questi sapori, odori, colori, etc., per la parte del suggetto nel quale ci par che riseggano, non sieno altro che puri nomi, ma tengano solamente lor residenza nel corpo sensitivo, sí che rimosso l’animale, sieno levate ed annichilate tutte queste qualità.

Continua a leggere I colori non esistono (?)

Non essere egoista, condividi!
Share on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on Pinterest

L’eclissi che cambiò la storia della scienza

La mattina del 29 maggio 1919, sull’isola di Príncipe, la pioggia scendeva con una discreta intensità. Non ci sarebbe stato nulla di strano – soprattutto non per un gruppo di sudditi di Sua Maestà Giorgio V, sicuramente abituati a bizze meteorologiche di ogni tipo – se non fosse che quel giorno, sotto le nuvole gonfie di pioggia, si erano radunati scienziati provenienti da varie parti del mondo per osservare un’eclissi totale di Sole che avrebbe cambiato il corso della storia della scienza.

Fra questi, vi era Arthur Eddington, che come abbiamo visto era stato inviato sull’isola (oggi parte dello stato indipendente São Tomé e Príncipe, ma all’epoca ancora sotto il dominio portoghese) direttamente dall’Astronomo Reale Frank Dyson per fotografare l’eclissi e scoprire così se, dati alla mano, le previsioni sulla curvatura dello spazio della recentemente pubblicata teoria della relatività generale di Albert Einstein fossero veritiere.

Continua a leggere L’eclissi che cambiò la storia della scienza

Non essere egoista, condividi!
Share on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on Pinterest

Scienza, Arte, Parole di carta